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Rassegna Stampa

Cura Zamboni, il Veneto accelera: «Diagnostica nelle strutture pubbliche»

Diagnostica negata (o quasi) a Cona per Paolo Zamboni, mentre a non più di 80-100 chilometri nascono centri di riferimento per la Ccsvi con il beneplacito esplicito delle Aziende Usl. A rivelarlo è Mauro Malaguti, consigliere regionale del Pdl che incalza la giunta Errani ed in particolare l'assessore alla Sanità Carlo Lusenti. «Nei giorni scorsi Lusenti ha dichiarato che un'attività di diagnosi e terapia al di fuori di un progetto di ricerca potrebbe solo indurre il ricorso a trattamenti condotti al di fuori delle regole che caratterizzano il servizio sanitario, almeno per ciò che riguarda la sfera pubblica'». Ebbene, nella sfera pubblica «rientrano le disposizioni assunte dalla giunta regionale del Veneto con la delibera 1618 dell'11 ottobre 2011 afferma Malaguti , relativa proprio alla diagnosi ed al trattamento correttivo endovascolare dell'insufficienza venosa cerebro-spinale (la Ccsvi, ndr) in pazienti affetti da sclerosi multipla».

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SMuovilavita su TV7 con il prof. Avruscio

Cliccando QUI potrai visionare l'intera puntata: hanno partecipato Avruscio Giampiero (Dir. Medicina Specialistica e Angiologia Ulss 16), Giovannini Alessandro (Dir. Medicina Riabilitativa Osp. Sant' Antonio Padova), Sergio Dalla Verde (Pres. Fondazione Smuovilavita), Finesso Romina (Malata di sclerosi Multipla).

Sclerosi Multipla a Bari Conferme sul metodo Zamboni

E’ stato pubblicato sulla rivista medica Current Neurovascular Research un interessante studio italiano intitolato “Profili doppler di qualità multigate ed alterazioni morfologiche/emodinamiche in pazienti con sclerosi multipla”.

Secondo alcuni ricercatori del Policlinico dell’Università di Bari, coordinati dal prof. M.M. Ciccone, l’ecocolordoppler venoso (ECD) ha dimostrato che la sindrome dell’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) è correlata alla sclerosi multipla (SM).

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Cura Zamboni, doccia fredda della Regione: "No alla diagnostica"

Il futuro della sanità

Confermata la sperimentazione sulla Ccsvi ma non potrà visitare pazienti oltre quelli ammessi alla ricerca

di Stefano Lolli

 

Ferrara, 28 aprile 2012 - Doccia fredda della Regione per il metodo Zamboni: a Cona partirà la sperimentazione ‘Brave Dreams’ sulle interrelazioni tra l’insufficienza cronica venosa e la sclerosi multipla, ma il medico ferrarese non potrà supportarla con un’attività diagnostica e, tanto meno, terapeutica.

Lo stop, perché nei fatti di questo si tratta, arriva dall’assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti che ha protocollato la propria risposta ad un’interrogazione del consigliere del Pdl Mauro Malaguti. «Un’attività di diagnosi e terapia, al di fuori di un progetto di ricerca sulla Ccsvi — scrive Lusenti —, potrebbe solo indurre il ricorso a trattamenti condotti al di fuori delle regole che caratterizzano il servizio sanitario, almeno per quello che riguarda la sfera pubblica».

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Chi siamo

La Fondazione "SMuovilavita - Onlus" è nata con l'obiettivo di favorire la ricerca scientifica e l'assistenza sanitaria nella provincia di Vicenza a favore dei malati di sclerosi multipla, una malattia che in Italia colpisce circa una persona su mille.

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